MUSICA E SPETTACOLO

N.A.N.O. a chi?

Provate a fare un giochetto con i vostri amici. Chiedete loro a cosa pensano se dite la parola “nano”. Le riposte saranno delle più svariate. C’e chi pensa a uno degli amici di Biancaneve, chi a figure mitologiche, chi alle nanotecnologie e chi a persone di statura piccola. Ecco, se sei una persona non molto alta questo termine può suscitare emozioni diverse a seconda di chi lo pronuncia. Se a farlo sono gli amici quello che si percepisce sarà un sentimento d’affetto, nel caso contrario ci si sentirà feriti. Lo sa bene Emanuele Lapiana che con questo sostantivo ha chiamato il suo progetto solista “N.A.N.O.”  raccontandoci in un’intervista di aver scelto questo nome  perché vista la sua bassa statura, da sempre lo chiamano così sia le persone che gli vogliono bene, sia chi vuole insultarlo. L’ha poi scritto puntato perché gli piacciono gli acronimi. Adesso il suo significato è Neve Azzurra Nell’Orto. Diciamo “adesso” perché come ci ha spiegato lo stesso Lapiana: “Non è detto che sia resti così. Può essere che più avanti, per qualche ragione, cambi.” 

Nonostante la piccola statura, tornando al discorso del nano, le sue canzoni sono capaci di smuovere grandi emozioni. Capita così che ti ritrovi a un live o a indossare una cuffia e ti succede qualcosa a livello viscerale tanto da farti scendere una piccola lacrima. Ascolti parole che parlano di quotidiano e proprio per questo sembrano quasi scritte per te. L’effetto viene poi rafforzato dal mutare tonalità e melodia, alternando toni tranquilli  e quasi sussurrati al grido, spesso affidato alla voce femminile di Adele Pardi. Lo stupore arriva anche dall’introduzione di strumenti insoliti come il violoncello elettrico o il megafono. Se state pensando che le sue canzoni siano però caratterizzate da cambi repentini, beh, vi sbagliate. Infatti il tutto avviene in una sequenza naturale e senza che ve ne accorgiate siete già in un’altra dimensione. Nei testi di Lapiana, non c’è solo la quotidianità ma anche la società che la circonda. Ecco quindi nascere brani come Speciale dedicato a Giulio Regeni o Ma che è un vero e proprio inventario delle giustificazioni che a volte questa nostra società si dà per restare ferma e non cercare di cambiare il mondo aprendo la mente. Degno di nota è il singolo Moravia. Un testo “intellettuale” e un sound che ricorda un po’ lo stile Battiato, orecchiabile e “impegnato” allo stesso tempo. Tutte queste tracce sono parte dell’ultimo album Bionda e disperata (produzione Fiabamusic/Soviet Studio)

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