Nella scatola del mondo… mordila la tua fantasia




È stata mia mamma a trasmettermelo. L’interesse per le canzoni e i varietà che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano. È grazie a lei se rispetto ai miei coetanei riconosco dai primi accordi molte delle canzoni anni 60-70, se do un nome ai volti di conduttori in bianco e nero e se riesco a ricordarmi i motivetti delle sigle. Poi dagli anni 80, quando sono arrivata sulla Terra, ho continuato da me. Io che di TV non ne guardo molta, almeno adesso, non è raro che m’imbamboli davanti a programmi che rievocano i tempi andati. Mamma Rai ne sforna parecchi. Dal classico Techetecheté che d’estate prende il posto dei quiz post-TG1, a quelli a conduzione Carlo Conti come I Migliori Anni o il nuovo Top Dieci. In un momento ci si tuffa nel passato e si apre il sipario su varietà dalle scenografie semplici dove per catturare l’attenzione del pubblico bastava un conduttore, una soubrette e qualche ospite. I padrini di casa rigorosamente in abiti da “grande soirée”, gli ospiti con il trend del momento. È bello vedere come sono cambiati i look nel corso dei decenni. La moda che a volte viene rivisitata e che ce la ritroviamo di nuovo nell’armadio. Capi che ritornano e che non tramontano, proprio come le canzoni che fanno parte della storia musicale italiana. Segno che sono e sono stati grandi successi. E mentre guardo queste trasmissioni televisive impossibile che non canti o non mi muova a ritmo. Del resto, a 5 anni appena appariva sullo schermo Lorella Cuccarini con La notte vola o Heather Parisi con Cicale, balzavo in piedi e facevo tutte le loro mosse, o almeno così mi hanno raccontato.

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