Quando l’estate è 50+

“A- A- Abbronzatissima…”. No scusate… ho sbagliato disco… “Tintarella di Luna, tintarella color latte…”. Ecco adesso ci siamo. Parola di 50+! No, non è la mia età anagrafica è il tipo di protezione solare che ogni anno fa capolino nella mia borsa e non solo quella mare. Chi, come me, ha la pelle “bianca” sa benissimo che basta poco per scottarsi o perché arrivino eritemi solari anche se non siamo in spiaggia. Non serve che aspettare il solstizio d’estate, noi “mozzarelline”, iniziamo a soffrire molto prima. Non appena arriva la bella stagione e ci si scopre un po’ di più ecco che incominciano le spalmate di crema prima di uscire e le battute pure. Eh già perché in una società che ci vuole tutti abbronzati, dove si fanno le lampade anche in inverno, non esserlo sembra quasi una vergogna. È passato un bel po’ da quando Elisabetta I si pitturava la faccia di bianco in segno di nobiltà. E il Giappone, dove questo tipo di pelle è amato, è troppo lontano. Poi, noi siamo occidentali! Per anni ho cercato di nascondermi il più possibile, soprattutto le gambe. Omologarmi usando creme autoabbronzanti o provando a fare qualche lampada. Risultato? Macchie e dermatiti. Al mare, poi… Oltre alla paura della scottatura c’è il sentirsi osservata e il dover combattere con l’ennesima affermazione di scherno. Una mosca bianca in spiaggia. Poi arriva quel punto della vita in cui te ne freghi, non ti arrabbi più per quello che esce dalla bocca di chi non capisce il tuo disagio e scopri le gambe, vai al mare, lasci che parlino e ti distingui dalla massa. Dopotutto l’intelligenza non si misura certo dal colore della pelle… Appunto.

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