MUSICA E SPETTACOLO

Sanremo 2021: le critiche lacerano la pelle

Ecco, la settantunesima edizione del festival di Sanremo si è conclusa. Sì, io l’ho vista, anche se tra un sonnellino e l’altro, dato che di sera sono parecchio stanca. Come ogni anno, e direi come ogni cosa che succede nel nostro paese, il festival canoro nazionale infiamma i social. I leoni da tastiera non hanno risparmiato nessuno.

Un’infermiera viene invitata in rappresentanza di chi sta costantemente lavorando sotto pressione per combattere la pandemia, e cominciano i “Dovevi stare in ospedale”, “Non è vero che la mascherina lascia il segno”, “L’hanno scelta bella”, e così via. Poi, quando la stessa ragazza decide di donare il suo compenso all’ospedale dove lavora, di nuovo insulti perché “era il minimo” e “la beneficenza si fa in silenzio”.

Per non parlare di Achille Lauro, guai a chi lo nomina. I suoi “quadri” hanno destato scalpore. In questo caso è lui in prima persona a dare la risposta più forte ai commenti negativi. Ha lasciato tutti a bocca aperta quando, nella performance dell’ultima sera, ha mandato in onda un registrato con le parole che la gente gli ha rivolto in questi giorni, si è tolto la giacca ed eccolo a torso nudo con delle rose che gli trafiggevano il petto. Man mano che l’audio progrediva, dalla pelle lacerata usciva sangue.

Ma non è finita, pure il vincitore, anzi i vincitori,  non sono stati apprezzati. Eh sì, perché se a vincere è un gruppo rock, che esula dagli schemi, siamo proprio alla frutta e il festival non ne ha combinato una di giusta.

Trovo invece che sia stata un’edizione leggera e seria allo stesso tempo. Dalle gag di Rosario Fiorello si passava con naturalezza ad affrontare tematiche sociali. L’appello per la liberazione di Zaki, la vicenda di Alex Schwazer, la malattia di Antonella Ferrari, la violenza sulle donne. Un festival che non dimentica il periodo che stiamo vivendo e che ha tentato di portare un po’ di svago nelle case. Dal mio punto di vista, riuscendoci.

Si può essere d’accordo o meno con le opinioni altrui, una cosa può piacere o no, si è liberi di esprimere il proprio pensiero, ma, grazie alla libertà che danno le piattaforme social, ultimamente si leggono commenti aspri, pungenti, cattivi, offensivi. Molto spesso fatti senza pensare minimamente all’effetto che possono creare e pieni di errori grammaticali od ortografici. Sembra che per forza bisogni criticare, mettere alla gogna e trafiggere tutto quello che ci infastidisce perché diverso dai nostri gusti e dai nostri schemi. Dovremmo invece accogliere la diversità, perché è quella che rende unici e arricchisce anche noi stessi. Se proprio poi, non riusciamo a trattenerci dall’esprimere la nostra opinione cerchiamo di farlo costruttivamente, informandoci prima. Magari utilizzando termini e costruzioni sintattiche corrette. 

Foto di Telsche da Pixabay

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