MUSICA E SPETTACOLO

Raoul Casadei e i miei ricordi del Liscio

Mazurca, Polka, Valzer… in una parola: Liscio! Quando sento questo termine non posso non pensare a lui, che ci ha lasciati proprio oggi. Raoul Casadei. Il Covid colpisce ancora lo spettacolo e si prende il “Re del Liscio”. Un genere che molto spesso viene snobbato dai più giovani e che invece racchiude una grande tradizione. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo perché mia mamma mi ha trasmesso la passione per la musica italiana e quindi sono cresciuta apprezzando generi e brani che pochi della mia generazione sanno. La musica da ballo fa parte della mia storia. Sa di sagra paesana. Ogni volta che ne sento le note, mi sembra di assaporare l’aroma dello zucchero filato e delle frittelle dei banchetti vicino alle giostre, dove il suono della fisarmonica e del clarinetto si confonde con la musica dance degli autoscontri per poi ritornare e farmi percepire il profumo di carne alla griglia e di patatine fritte dei banconi gastronomici. Il Liscio sa di festa. Sa di ricordi. Sa di mamma che appena ne percepiva il suono iniziava a ballare. Sa di balli fatti con le zie in pista. Sa di cose genuine. Se tutta Italia ha potuto conoscere il folklore romagnolo è grazie a Raoul Casadei che lo ha portato in giro per il Bel Paese e non solo. Una cosa che faccio spesso quando scrivo di musica, è quella di indossare le cuffie e cliccare “play” sul genere di cui sto scrivendo. In questo momento sto ascoltando i più grandi successi dell’orchestra Casadei e non ci crederete… le dita sulla tastiera vanno a ritmo. Grazie Raoul per aver fatto ballare intere generazioni e… Vai col Lisssio!

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