• Ciao bellezza! Sì, dico proprio a te!

    Ho deciso di acquistare il numero 40 di Vanity Fair perché il nudo di Vanessa Incontrada e la frase “NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE” a caratteri cubitali in copertina mi hanno incuriosito. Il concetto di bellezza sta cambiando. Non più stereotipi decisi dalle passerelle, dalla TV o dai media, ma la perfezione trovata nella naturalezza del corpo femminile di tutti i giorni. Diciamoci la verità, quante di noi si piacciono così come sono? C’è sempre qualcosa da sistemare o la vergogna di mostrare questo o quell’altro difetto. E come se non bastasse, c’è chi non perde occasione di ricordacelo.

    Siamo uniche. Ognuna di noi ha i suoi pregi e i suoi difetti. L’importante è essere in salute e stare bene con se stesse. Prendersi cura di sé, coccolare il nostro corpo, imparare a conoscersi è la strada verso la consapevolezza di chi siamo e del nostro valore. Accettarsi per quello che si è non vuol dire, però, lasciarsi andare. Piacersi non giustifica il “mi strafogo nel cibo perché grassa sono bella” oppure “non mangio e faccio tanta attività fisica perché ho paura d’ingrassare e mi piaccio magra”. Volersi bene è anche tenersi in salute. Quando lo stato psico-fisico è ok, guardiamoci allo specchio e diciamoci: “Ciao bellezza!”

    Per anni ho lottato, e lo sto ancora facendo, con il Body Shaming (derisione del corpo). A causa di problemi ormonali e l’insulino-resistenza il mio corpo a volte non era sempre al top. Chili di troppo, gonfiore, qualche pelo superfluo fuori posto e cellulite. Per non parlare poi della mia pelle così bianca che, come vi ho già raccontato, d’estate desta scalpore in un mondo di abbronzati. Per i primi problemi ho affrontato cure farmacologiche e diete. Ancora oggi devo stare attenta a non prendere troppo peso. Per la pelle, beh, ho imparato a farne un emblema. La mia particolarità. Quello che fa di me Stefania.

    Chi deride o insulta qualcuno per il proprio aspetto fisico, molto spesso ignora la sofferenza che c’è dietro a quel corpo. Invece, parlare, confrontarsi e capire come migliorarsi è molto più utile. Amarsi e prendersi cura di sé non è sempre facile. La consapevolezza che anche le Very Important People (VIP) vivono le stesse nostre emozioni ci aiuta a non sentirci sole di fronte allo specchio. Ben vengano quindi articoli, e copertine, come quelli di Vanity Fair. Ben venga il Body Positivity. Vogliamoci e trattiamoci bene non permettendo a nessuno di giudicarci dall’esteriorità.

     

     

     

     

  • Quando acquistare un libro usato diventa…

    …una piacevole passeggiata. Qualche giorno fa avevo messo un annuncio sul Marketplace di Facebook dove cercavo dei libri usati. A rispondere all’annuncio una signora di Bassano del Grappa. La cittadina in provincia di Vicenza, famosa per il suo ponte di legno, dista circa mezzoretta di macchina da dove abito. Così oggi, approfittando di una meravigliosa giornata di sole, io e il mio compagno abbiamo unito l’utile al dilettevole e ci siamo fatti un giretto a Bassano. A presentarsi all’incontro una signora sulla settantina, di origine veneziana e molto a modo, che… ha fatto una passeggiata con noi per le vie della città accompagnandoci in librerie e raccontandoci aneddoti sulla sua vita. In un mondo che corre, dove si ha quasi paura di scambiare due parole con le persone, dove si ascolta poco, questo breve incontro è stato una pausa di sana gentilezza e piacevole calma.

  • MLOL, il servizio online offerto dalla mia biblioteca, è una figata!

    Ne sono passati di anni da quando ho messo piede per la prima volta nella biblioteca del mio comune. Se ci penso, ricordo ancora quel profumo di libri vecchi e nuovi tutti insieme. Beh, forse, non serve andare troppo lontano nel tempo per sentirlo. Anche oggi chi entra in una biblioteca ne può assaporare tutto l’aroma. Eh sì, ne sono cambiate di cose da allora. Ora, grazie alle reti bibliotecarie associate si possono richiedere libri che sono presenti in comuni diversi senza dover percorrere chilometri. Il libro desiderato e prenotato arriverà dopo qualche giorno nella biblioteca abituale pronto per essere ritirato. E per facilitare le cose, arriva anche il catalogo online dove si può verificare in quale scaffale si trova, di che biblioteca, se è disponibile e prenotarne il prestito direttamente con un click. Per accedere basta farsi rilasciare le credenziali direttamente dal personale bibliotecario. Ma non è finita qui.

    C’è un servizio che ho scoperto da poco e che è veramente una figata!

    Si chiama MLOL – MediaLibraryOnline (https://www.medialibrary.it/home/cover.aspx). Un portale dove si possono “prendere in prestito” Ebook e Audiolibri, leggere la stampa internazionale e ascoltare musica. Io ne sono rimasta affascinata perché adoro sfogliare quotidiani e riviste straniere. Adesso le ho a portata di click. Per accedere non serve registrarsi, basta usare le stesse credenziali per il servizio prestiti. Fantastico, no?

     

  • “Non buttate la plastica in mare perché…

    …Muoiono i pesci”. Eh già. Ieri era la giornata mondiale senza sacchetti di plastica. Scrivo solo ora perché sono appena tornata da un weekend al mare. Precisamente al Lido di Spina (Comacchio), lungo il litorale ferrarese. La frase che compone il titolo di questo articolo e continua poi nel testo, è stata detta a me e al mio compagno mentre passeggiavamo lungo la spiaggia nel tardo pomeriggio. Da chi? Da una bambina di circa 5 anni che stava giocando con la sabbia e che esortava chiunque passasse a non gettare i rifiuti in mare perché, appunto, le prime a rimetterci la pelle solo le creature marine. Purtroppo l’appello innocente non è sempre stato ascoltato. Infatti, in nemmeno due chilometri di passeggiata, di plastica ne abbiamo vista tanta. Il terzo materiale più prodotto al mondo. Economico e resistente. Pure troppo. Ci vogliono più di 100 anni perché si decomponga una volta dispersa nell’ambiente. Molto spesso quello che viene gettato lo usiamo veramente molto poco. Pensate alla bottiglietta di plastica, il tempo di berla… ed ecco che finisce nel cestino, sperando sia quello a lei adatto, dove potrà essere riciclata. Anche se… non sempre è così. Infatti il mare ne è pieno. Vogliamo quindi ascoltare quella vocina che sembra quasi il desiderio di avere un mondo più pulito e un futuro migliore. Proviamoci, ne vale sicuramente la pena.

  • Quando l’estate è 50+

    “A- A- Abbronzatissima…”. No scusate… ho sbagliato disco… “Tintarella di Luna, tintarella color latte…”. Ecco adesso ci siamo. Parola di 50+! No, non è la mia età anagrafica è il tipo di protezione solare che ogni anno fa capolino nella mia borsa e non solo quella mare. Chi, come me, ha la pelle “bianca” sa benissimo che basta poco per scottarsi o perché arrivino eritemi solari anche se non siamo in spiaggia. Non serve che aspettare il solstizio d’estate, noi “mozzarelline”, iniziamo a soffrire molto prima. Non appena arriva la bella stagione e ci si scopre un po’ di più ecco che incominciano le spalmate di crema prima di uscire e le battute pure. Eh già perché in una società che ci vuole tutti abbronzati, dove si fanno le lampade anche in inverno, non esserlo sembra quasi una vergogna. È passato un bel po’ da quando Elisabetta I si pitturava la faccia di bianco in segno di nobiltà. E il Giappone, dove questo tipo di pelle è amato, è troppo lontano. Poi, noi siamo occidentali! Per anni ho cercato di nascondermi il più possibile, soprattutto le gambe. Omologarmi usando creme autoabbronzanti o provando a fare qualche lampada. Risultato? Macchie e dermatiti. Al mare, poi… Oltre alla paura della scottatura c’è il sentirsi osservata e il dover combattere con l’ennesima affermazione di scherno. Una mosca bianca in spiaggia. Poi arriva quel punto della vita in cui te ne freghi, non ti arrabbi più per quello che esce dalla bocca di chi non capisce il tuo disagio e scopri le gambe, vai al mare, lasci che parlino e ti distingui dalla massa. Dopotutto l’intelligenza non si misura certo dal colore della pelle… Appunto.